Nobel Lecture "Oscillazioni elettriche e telegrafia senza fili"
 conferenza da Karl Ferdinand Braun il 10 dicembre 1909 in occasione della consegna del Premio Nobel per la Fisica
 

Nell'accettare, oggi, il grande onore e privilegio di parlare ai membri di un'Accademia che, sebbene di venerabile età, si è costantemente rinnovata e rinvigorita col contributo di forze ed energie fresche, confido nella Vostra indulgenza e comprensione quando dico che il mio lavoro non è parlare di telegrafia senza fili in generale.

Tralascerò i miei esperimenti sulla propagazione delle onde elettriche nell'acqua che ho ho eseguito nell'estate 1895 e andrò subito agli esperimenti che furono descritti e concepiti a quel tempo per la trasmissione nell'atmosfera.
Si dovrà dapprima menzionare: Marconi, a quanto mi risulta, iniziò gli esperimenti nella tenuta paterna nel 1895 per poi continuarli in Inghilterra nel 1896. I suoi esperimenti nel porto di La Spezia furono eseguiti, con altri, nel 1897 e fu raggiunta una distanza di 15 km. Nell'autunno dello stesso anno Slaby, usando la stessa disposizione, raggiunse i 21 km sulla terra ma solo grazie a palloni con attaccati fili lunghi 300 metri.
perché, uno si chiede, era così difficile aumentare la distanza? Se il  tutto funzionava bene a 15 km, perché non avrebbe dovuto funzionare al doppio e più della distanza aumentando il voltaggio iniziale, cosa fattibile? Sembrava, tuttavia, come se occorressero antenne più grandi. Fu con questa convinzione -sorvolerò sul fatto che la tesi abbia riportato correttamente o meno gli esperimenti- che mi dedicai all'argomento nell'autunno del 1898. Mi posi l'obiettivo di ottenere effetti più potenti dal trasmettitore.
Se sto per darVi i pensieri e concetti generali che mi guidarono, devo chiederVi di riandare insieme a me al punto di vista della nostra conoscenza all'epoca. Quali fatti avevamo a disposizione e che cosa da essi si poteva concludere? Si sapeva quanto le oscillazioni hertziane fossero sensibili alla qualità della scintilla, come pure che l'allungamento della scintilla portasse effetti negativi laddove la scintilla diventava "inattiva".
Hertz, nel suo primo lavoro, aveva evidenziato il forte smorzamento degli oscillatori e paragonato le loro oscillazioni elettriche con la mal definite oscillazioni acustiche dei bastoni di legno. Bjerknes, nel 1891, avea misurato con successo lo smorzamento ed aveva riscontrato che la diminuzione logaritmica (che come ben noto è la misura dello smorzamento) per un oscillatore lineare è 0,26, quando si usava uno scaricatore piccolo. Quando, tuttavia, la fessura veniva aumentata a 5 mm, il decremento saliva a 0,40. Questo, e una serie di altri fatti, testimoniavano l'esistenza di un forte smorzamento della scintilla.

Tutti i fatti noti diventavano spiegabili se si faceva l'ipotesi che alle basse capacità la scintilla consumasse una gran parte dell'energia e più lunga era la scintilla più grande era la parte di energia consumata. D'altra parte era noto da tempo che la scarica di capacità più elevate negli archi comuni era sempre oscillatoria, e (nei percorsi liberi da radiazione) era ovviamente molto meno attenuata. In effetti Feddersen aveva già fotografato direttamente fino a 20 semicicli di oscillazioni nel 1862. Io presi in considerazione questo fatto.

Considerando le grandi quantità di energia che possono essere raccolte e accumulate in adatte forme sperimentali di condensatori, ci si potrebbe aspettare che questi fornissero energia radiante per un po' di tempo. Riassumendo, conclusi che se un'antenna senza scintille avesse potuto essere eccitata, da un circuito chiuso a bottiglia di Leida di grande capacità, in potenziali oscillazioni il cui valore medio fosse  quello della carica iniziale in un trasmettitore Marconi, ci si sarebbe trovati in possesso di un trasmettitore più efficiente. rimaneva qualche dubbio sulla realizzabilità di tutto ciò. E inoltre era necessario decidere, in base agli esperimenti sugli effetti a distanza, se qualsiasi effetto disturbante fosse stato sopravvalutato in queste considerazioni.

Dimensionando opportunamente il circuito eccitatore fu possibile soddisfare il primo requisito, ed esperimenti comparativi sugli effetti a lunga distanza confermarono la validità della nuova configurazione. tre circuiti derivarono da quello che ho descritto come eccitazione induttiva e diretta del trasmettitore, assieme a un circuito misto derivato da entrambi. In Figura 1 è visibile il circuito diretto. Il trasmettitore è collegato a massa.

In Figura 2 è illustrato il circuito induttivo, nel quale la messa a terra diretta di Marconi è rimpiazzata da un "conduttore di simmmetria". Questa denominazione sarebbe del tutto adatta se l'intero trasmettitore fosse fluttuante nello spazio libero (p.e. in un pallone). Il trasmettitore allora costituirebbe una mezza lunghezza d'onda e il punto di eccitazione, che  dovrebbe stare all'antinodo di corrente, sarebbe nel mezzo. La Figura 2 mostra come questo circuito è adattato a una stazione mobile. Questa configurazione è ora asimmetrica a causa della vicinanza della Terra. Il filo di simmetria può essere accorciato caricando la sua estremità con capacità. Questa disposizione è conosciuta come contrappeso. Scompare del tutto se la capacità collegata è infinitamente grande, cioè, quando il punto di eccitazione è sulla terra buona conduttrice. Con un adatto progetto del circuito a bottiglia di Leida, si possono ottenere nel trasmettitore tensioni notevolmente più elevate di quella della tensione di carica del circuito bottiglia di Leida. Nella mia mente avevo il sospetto che grandi capacità con lunghezze di scintilla più ampie si sarebbero comportate come piccole capacità. A quel tempo se ne sapeva poco di questo argomento. I risultati di esperimenti successivi si contraddissero, in parte, reciprocamente poiché furono sopravvalutate altre perdite che apparvero con le alte tensioni. ma per quanto riguardava le mie paure sulla resistenza della scintilla, come il Sig. Wien ha recentemente dimostrato, erano infondate.

Volendo essere preparato per ogni eventualità, tuttavia, mi chiesi se non fosse ancora possibile aumentare la potenza, per esempio collegando parecchi circuiti aventi la stessa frequenza di oscillazione nel circuito di eccitazione del trasmettitore. La difficoltà stava nell'accoppiare questi circuiti in modo da far partire la scarica nello stesso istante, per esempio entro un decimo di microsecondo esatto. Questo lavoro mi tenne occupato in diverse occasioni. Una soluzione, ottenuta in un modo un po' diverso e a cui pervenni nel corso dei miei esperimenti, si trova in Figura 3.

Essa è stata descritta come un " accoppiamento energetico". Tornerò più avanti sui vantaggi di questa configurazione, che rimane a dispetto dei risultati ottenuti da Wien. Gli esperimenti continuarono in condizioni pratiche dopo la Pasqua del 1899. La scelta del sito cadde su Cuxhaven. In aggiunta al compito principale ci fu una forte pressione di altre prove e problemi collegati, per esempio, come lavora il coherer, in particolare in condizioni pratiche? E' una resistenza o si comporta come un condensatore o entrambi? Può essere sostituito da qualcosa di meglio definito e, se possibile, più quantitativamente informativo?

 
To be continued asap